Perchè creare un blog per il tuo sito.

Creare un blog, è essenziale per connetterci al nostro pubblico ed è il secondo passo dopo la realizzazione di un sito internet per incrementare le visite dal motore di ricerca.
Sia la fanbase per un content creator, sia il target di riferimento per un brand nascente, il blog avendo un tono colloquiale instaura un canale e una personalizzazione tale da rendere la customer experience coinvolgente e appagante per l’utente che deve sentirsi parte e coinvolto all’interno dello storytelling.

La creazione di uno storytelling aziendale risulta quindi fondamentale per il valore del brand, (brand value) e spesso viene accompagnato da una tone of voice adatta al prodotto che si vuole sponsorizzare.

Sicuramente un “tono di voce” aziendale informale e colloquiale mette a proprio agio la clientela di riferimento, spesso se si fa riferimento a un target giovane e dinamico che sempre più si afferma in questi anni improntati allo sviluppo del virtuale e al social marketing.

Di fatto con l’avvento del digitale si è imposto un grande cambio di paradigma, specie nella gestione vendite e cura CR (customer communication), infatti si viene a affermare il social invertising.
Il social invertising è classificato come un modo contrario al fare semplice advertising, nello specifico viene messa in luce l’importanza di un approccio che sia il più personale e invogliante possibile. Non si mira più a una vendita “di massa” ma creare una esperienza personalizzata, dunque si può parlare di un marketing cliente-centrico e non più improntato al prodotto che di conseguenza passa in secondo piano, subordinato alle esigenze di chi acquista.

Di fatto un brand di successo deve dare spazio alle voci e alle conversazioni online del cliente che diventa non solo un consumatore ma anche un “produttore di valore”.
Va da sè che non più si parla di costumer o social costumer ma di PRO-SUMER, cioè una figura che sia consuma ma allo stesso tempo crea materiale da poter usare a proprio favore nella scelta di una strategia di marketing. Essi infatti producono contenuti da cui poter prendere spunto durante la nostra campagna pubblicitaria minimizzando così i costi, non solo economici ma anche in termini umani e di sforzo, dal momento che guidano la nostra strategia senza perderci in tentativi inutili che spesso risultano essere fallimentari.

Il blog informa il cliente o i potenziali clienti delle mosse e aggiornamenti del proprio brand, vengono creati sondaggi, giochi a premi, semplici comunicazioni che quindi coinvolgono e rendono partecipe di una “vita condivisa” anche il pubblico all’esterno del brand; questo format risulta diverso sicuramente dai comunicati stampa che invece risultano perentori e impersonali.
Questo “metodo” di pubblicità si è compreso essere obsoleta e soprattutto indesiderata, essendo una comunicazione che viene ricevuta passivamente e non attivamente, spesso viene usata in un piano marketing e quindi spersonalizzata e con il solo fine o scopo di colpire il maggior numero di persone possibile. (Pubblicità di massa).

Qualsiasi piano di marketing vincente usa un approccio invece , quindi volto all’ utilizzo di tutti quei format personalizzabili e ad hoc per colpire utenti specifici o determinate tipologie tipo di utenti, che spesso sono il frutto di una profilazione dettagliata e uno studio approfondito delle loro caratteristiche personali.

 

Come si usa un blog? Integrazione al Digital Marketing.


Un blog dovrebbe essere usato in un piano marketing efficiente che possa essere considerato tale, infatti è uno dei metodi fondamentali per avere una buona brand awareness puntando a un alto tasso di engagement. (obiettivo finale a cui aspirare)
Non solo il CRM (Customer Relationship Manager) deve intervenire nella cura della comunicazione online, ma anche questo (blog), risulta essere un buon metodo per instaurare un dialogo con tutte le persone che seguano il brand.

Si creano dunque delle aspettative, si creano proprie idee; la creazione della realtà attorno al brand che così può affermarsi attraverso uno story telling completo e adeguato al prodotto proposto, tale da permettere di arrivare alla conversione effettiva in valore per la azienda.

Questo strumento deve essere usato non solo come sostitutivo dei comunicati stampa, ma deve essere proprio un “diario” in cui raccontare e raccontarsi.
La tecnologia ci unisce e ci collega, permettendo con la sua evoluzione di raggiungere qualsiasi parte del globo, per contro crea nette divisioni; infatti il dialogo, la condivisione privata, la vita di routine delle persone non è più esplicata nel dialogo. Con l’uso del blog, e la scoperta di un approccio di marketing incentrato sulla comunicazione al cliente, si viene a riscoprire quella parte di umanità che è stata soppiantata dal virtuale stesso.
Lo schermo di un computer o di uno smartphone divide noi stessi nel dialogo, pone dei filtri, un canale nella quale trasmettere un messaggio che spesso non fà percepire le reali intenzioni degli interlocutori.

 

Vantaggi/svantaggi.


I vantaggi dell’avere un blog sono riscontrabili nella sua gestione, che, se interna alla azienda (si posseggono le adeguate capacità specifiche), porta alla creazione di contenuti da poter pubblicare immediatamente disponibili e non demandati quindi ad una risorsa esterna a pagamento, che ne dovrà assicurare la gestione in modo attento e professionale.
Sempre più nella modernità, si affermano le società di consulenza, le web agency, software house ecc ecc al di fuori della azienda stessa, incaricate nella gestione/cura e creazione della parte contenustistica dei brand che si rivolgono ad esse.

Il blog quindi risulta essere una innovazione rispetto ai tempi passati, dal momento che non necessita di PR (Public Relations) o format come i comunicati stampa, ma semplicmente l’utilizzo di un tono informale per “colloquiare” con i propri clienti che, come già detto, necessitano di un approccio sempre più intimo e personalizzato per poter sviluppare un interesse nel prodotto stesso.

La customer experience risulta punto focale nel processo di engagement del cliente o del potenziale cliente, esso, deve essere “colpito” a determinate condizioni, per poter essere invogliato e portato direttamente allo scopo finale dell’advertising stesso e cioè l’acquisto del prodotto.

La customer Journey si è fatta sempre più complicato e non lineare, pressochè superati i concetti di Funnel o di linearità nel processo di acquisto. Troppe inferenze, interne/esterne si possono riscontrare e di conseguenza, una semplice pubblicità volta a colpire solamente più pubblico possibile non potrà fare breccia nel consumatore, che si ritroverà annoiato e magari infastidito.

I vecchi format pubblicitari sono diventati con il passare del tempo, veramente obsoleti e visti, come già descritto, come una imposizione dall’alto, un messaggio a cui non possiamo sottrarci e soprattutto assillante, dal momento che la loro spersonalizzazione parte anche dalla loro ripetitività e mancanza di cura nell’invio di mail e format similari.

Gli svantaggi dall’uso di questo modello di comunicazione, possono solo riscontrarsi nel caso in cui la azienda non riesca a sopperire alla sua cura e gestione interna, di fatto le penalizzazioni possono essere riscontrare in termini economici, quindi collegate ad eventuali spese extra da sommare al piano di marketing a cui già esse devono appoggiarsi utilizzando risorse e fornitori esterni.

Demandando anche a una collaborazione esterna con ghost writer o influencer (ingaggio di personaggi famosi nel mondo del web) si potrebbero riscontrare ennesimi problematiche.
La comunicazione aziendale deve essere mirata e studiata in modo congeniale, sicuramente si deve riscontrare una adeguata cura di essa proprio perchè deve essere capace di colpire quel target di pubblico specifico, profilato ad hoc e con determinate caratteristiche.

 

Conclusioni finali.


Si può concludere quindi con la riflessione dell’importanza dell’uso di strumenti personalizzati e personalizzabili inh una strategia di marketing vincente.
Si possono utilizzare diversi tipi e stili di format, ma quello che meglio si adatta ai tempi odierni, è il blog. Può essere demandato a professionisti nel settore, o meglio utilizzato come risorsa interna dalla azienda stessa che sia in grado di curarlo e gestirlo autonomamente.

Il punto focale del suo utilizzo è la sua finalità, esso deve coinvolgere il cliente e rendere la esperienza di acquisto il più appagante possibile così da renderlo un seguace fedele (loyalty) che può in un secondo momento creare advocacy e quindi tracce della sua esperienza nel web.

Dal momento che tutta la nostra vita si svolge online, risulta quindi essere importante avere un buona “fama” per riuscire a alzare i livelli di engagment che porteranno quindi all’ acquisto. Essenziale instaurare rapporti duraturi e basati sulla fiducia con il consumatore, rendono importante l’uso di un blog; è un valido alletao per coinvolgere e rendere partecipi di un contesto più grande, quasi amicale che coinvolga nelle scelte sia azienda che cliente.

Sentendosi esso stesso parte di un meccanismo, il prosumers è invogliato nella partecipazione attiva, dando così un contributo importante per la crescita del brand, che oltre a essere cosi finanziato economicamente (valore effettivo di acquisto) risulta anche potersi focalizzare su come indirizzare le proprie forze per migliorare costantemente e quindi rimanere competitivo nel tempo, anche su più mercati di riferimentoe poter ricevere i loro benefici a lungo termine.